Partire leggeri e accelerare lungo il percorso, avvolte il cambio di visione diventa fondamentale, ma non diventa una tragedia se non genera sprechi.

L'innovazione riducendo gli sprechi, la nuova strada verso il business è la strategia di base del metodo Lean Startup destritto da Eric Ries.

Il Lean Startup è un approccio radicale per il lancio di idee e attività innovative - siano imprese esordienti o progetti nuovi all'interno di grandi imprese consolidate - che aiuta ad individuare un percorso verso un business sostenibile, riducendo drasticamente tempi e costi, e, di conseguenza, la possibilità di fallire. La metodologia elaborata nel 2008 dal giovane imprenditore Eric Ries e diffusa tramite passaparola in tutto il mondo, propone un processo di ideazione-verifica-modifica continuo, con massiccio uso del web, volto ad adattare passo dopo passo il prodotto alle necessità dei clienti, tenendo sotto controllo i costi.
Young boy reading the book "The Lean Startup", by Eric Ries
Lean Startup Ph by Andre A. Xavier / Unsplash

Il ciclo di feedback: creazione > Misurazione > Apprendimento : CMA

Crea al minimo la durata del ciclo al fine di validare il progetto partendo dall'idea, passando per la creazione del prodotto, la misurazione degli obiettivi, l'elaborazione dei dati e l'apprendimento al fine di aggiungere dei correttivi validi.

Questo ciclo eseguito in un tempo stretto evita di generare azioni difficilmente controvertibili, senza generare costi che non è possibile recuperare.

La startup è una centrale operativa che trasforma le idee in prodotti. Mentre i clienti interagiscono con i prodotti, generano feedback e dati.

Queste informazioni raccolte, quali gli aspetti che apprezzano o i difetti che evidenziano, costituiscono il risultato della fase di esperimento. Per la startup queste in formazioni sono più preziose dei ricavi o dei riconoscimento, perché possono influire sulle modifiche da apportare al prodotto.  

L'innovazione richiede la creazione di gruppi interni che possano funzionare come una startup. Gli “startup team” devono essere trasversali e superare la vecchia divisione verticale fra specializzazioni, Il numero dei componenti deve essere limitato alle funzioni essenziali ed avere risorse limitate a disposizione, al fine di aumentare la focalizzarle verso l'obiettivo.

Un altro concetto da tenere in considerazione è l'applicazione del modello degli MPF minimo prodotto fattibile.

La prima fase nel processo di lavoro di un piccolo gruppo interno alla startup è identificare e verificare i presupposti relativi alle condizioni che vanno soddisfatte perché il team svolga l’incarico richiesto con successo. Ma il passo successivo è avviare l'azione, per non eccedere nella paralisi analitica basata sulla moltiplicazione delle ipotesi di partenza e sull’ossessiva ricerche di mercato.

Fatto ciò è necessario avviare il primo esperimento o meglio minimo prodotto fattibile (MPF), uno degli aspetti principali nel metodo Lean Startup che verifica  le ipotesi fiduciarie a costi contenuti e in tempi rapidi.

L’MPF è il prototipo che trasforma l’idea di partenza in qualcosa di reale, ma inevitabilmente imperfetto e pieno di problemi.

A questo punto è possibile stabilire periodicamente se andare avanti o svoltare su altre ipotesi ed idee.  In questo modo la capacità di sperimentare, apprendere e aggiustare gli errori sarà la normale procedura nella creazione del prodotto.